Ci occupiamo di risarcimenti per malasanità e responsabilità medica.
Ogni evento sanitario va trasformato in una ricostruzione verificabile.
Ogni evento sanitario va trasformato in una ricostruzione verificabile.
Analizziamo documenti clinici, valutiamo la condotta sanitaria e costruiamo una strategia risarcitoria su misura per ogni tipo di caso.
Ogni tipologia di errore richiede una valutazione specifica.
Infezioni protesi e/o mal posizionamento
Infezioni periprotesiche e dispositivi mal posizionati.
Approfondisci →Infezioni ospedaliere
Infezioni acquisite durante ricovero o intervento.
Approfondisci →Ictus e diagnosi tardiva
Sintomi neurologici non riconosciuti o esami non eseguiti.
Approfondisci →Errori diagnostici e terapeutici
Diagnosi mancate, errate o terapie non adeguate.
Approfondisci →Errore chirurgico
Interventi mal riusciti o complicanze evitabili.
Approfondisci →Ritardi nel trattamento
Cure iniziate troppo tardi o percorso diagnostico bloccato.
Approfondisci →Danni da parto
Sofferenza fetale, cesareo tardivo, danni al neonato.
Approfondisci →Complicanze evitabili
Danni permanenti prevenibili con una condotta adeguata.
Approfondisci →Risarcimento per malasanità: come funziona, passo dopo passo
Con malasanità si indica, nel linguaggio comune, ogni caso in cui un paziente subisce un danno per una cura sbagliata, tardiva o organizzata male. Dal punto di vista giuridico non esiste una categoria unica: si parla di responsabilità sanitaria, cioè della responsabilità della struttura (ospedale, clinica) e dei professionisti (medici, ostetriche, infermieri) per i danni causati ai pazienti.
Questa pagina è la guida di riferimento del sito: spiega quando c’è diritto a un risarcimento, che cosa bisogna dimostrare, quali documenti servono, come si svolge il percorso e quali sono le voci di danno. Per ogni area specifica (parto, chirurgia, infezioni, ictus, protesi, diagnosi e terapie, ritardi, complicanze) trovi un approfondimento dedicato, linkato più sotto. Se vuoi parlare del tuo caso, puoi richiedere una valutazione: l’analisi preliminare dei documenti è gratuita.
Errore medico o esito sfavorevole? La differenza che decide tutto
Non ogni esito negativo è un errore. La medicina ha rischi propri: una complicanza può verificarsi anche quando tutto è stato fatto correttamente. Il diritto al risarcimento nasce quando il danno dipende da una condotta che, in base alle conoscenze e alle regole del momento, andava tenuta in modo diverso: un esame non eseguito, una diagnosi sbagliata, una terapia inadeguata, un intervento eseguito male, un’attesa non giustificata, una procedura di sicurezza ignorata, un’organizzazione carente.
Per questo, in ogni caso, si distinguono tre elementi:
- La condotta: che cosa è stato fatto o non è stato fatto, e se era conforme alle regole mediche e organizzative.
- Il danno: la lesione concreta, fisica o psichica, con le sue conseguenze sulla vita e sul lavoro.
- Il nesso causale: il collegamento tra la condotta e il danno. È spesso il punto più delicato, e quello su cui si decide la perizia.
Se ti stai chiedendo se l’esito che hai subito era un rischio inevitabile o un danno evitabile, trovi un approfondimento in complicanze evitabili.
Chi risponde del danno
Dopo la legge 24/2017 (legge Gelli-Bianco) il quadro, in sintesi, è questo:
- La struttura sanitaria, pubblica o privata, risponde secondo le regole della responsabilità contrattuale, anche per gli errori dei suoi operatori e per le proprie carenze organizzative.
- Il singolo professionista risponde di regola in via extracontrattuale, salvo che abbia un rapporto contrattuale diretto con il paziente.
- Il danneggiato può, nei casi previsti, agire anche direttamente contro l’impresa di assicurazione della struttura o del professionista.
Che il caso riguardi un ospedale pubblico o una clinica privata cambia alcuni aspetti pratici, non il diritto in sé: ne parliamo in ospedale pubblico o clinica privata: cambia la responsabilità?
Le aree in cui assistiamo
Ogni area ha sintomi, documenti e prove diverse. Scegli quella più vicina al tuo caso:
- Danni da parto: sofferenza fetale, asfissia neonatale, cesareo tardivo, lesioni alla madre.
- Errori chirurgici: interventi mal riusciti, lesioni d’organo, corpi estranei, mancato consenso.
- Infezioni ospedaliere: infezioni acquisite durante il ricovero o dopo un intervento.
- Ictus e diagnosi tardiva: sintomi neurologici non riconosciuti in tempo.
- Infezioni e difetti delle protesi: infezioni periprotesiche, impianti mal posizionati o difettosi.
- Errori diagnostici e terapeutici: diagnosi mancate o sbagliate, terapie non adeguate.
- Ritardi nel trattamento: cure iniziate troppo tardi o percorso bloccato.
- Complicanze evitabili: danni prevedibili e prevenibili con una condotta adeguata.
Per ambiti specialistici trovi anche approfondimenti su chirurgia ortopedica, ginecologia e ostetricia, pronto soccorso, anestesia e oncologia.
I documenti che servono
Ogni caso parte dalla documentazione. I documenti principali sono:
- la cartella clinica completa, con diario medico e infermieristico, referti, consensi e lettera di dimissione;
- gli esami strumentali in originale (immagini radiologiche, tracciati, risonanze), non solo i referti;
- le cartelle ambulatoriali e i documenti dei passaggi tra strutture;
- la documentazione di pronto soccorso, con orari di accesso, triage e dimissione;
- le spese sostenute e i documenti sulla situazione lavorativa e familiare.
Per legge la direzione sanitaria deve fornire la documentazione entro sette giorni dalla richiesta, con eventuali integrazioni entro trenta giorni. Una cartella incompleta o con vuoti è già un elemento da valutare. Spieghiamo come si procede in come funziona la prima valutazione gratuita.
La perizia medico-legale
La perizia è il cuore del caso. Un medico legale, spesso affiancato da uno specialista della branca interessata, ricostruisce la sequenza dei fatti, giudica la condotta, valuta il nesso causale e quantifica l’invalidità permanente e temporanea. Una valutazione ben fatta in fase iniziale evita di spendere tempo e risorse su cause senza basi concrete, e rafforza quelle solide. Il nostro metodo di lavoro è descritto in come lavoriamo.
Come si legge una cartella clinica: cinque punti che contano
Una cartella è un documento tecnico e può essere fuorviante per chi non è del mestiere. Quando la analizziamo con il medico legale guardiamo soprattutto a questi elementi:
- La cronologia: orari di arrivo, di visita, di esami, di consulenze e di decisioni. Molte controversie nascono da tempi che non tornano.
- La coerenza del diario clinico: che cosa è stato annotato, da chi e quando, e se le note corrispondono agli esami eseguiti.
- I segnali di allarme: parametri alterati, sintomi riferiti, esami fuori norma, e se hanno prodotto una risposta adeguata.
- I consensi: se il paziente è stato informato in modo comprensibile dei rischi e delle alternative.
- Le lacune: pagine mancanti, orari corretti, annotazioni successive, esami non archiviati. Non provano da sole un errore, ma vanno spiegate.
Il consenso informato: quando conta davvero
Prima di un intervento o di una cura rilevante il paziente ha diritto a ricevere informazioni chiare su diagnosi, benefici, rischi, alternative e conseguenze del rifiuto. Il consenso si può dare in forma scritta o in altra forma documentabile. Un consenso generico, firmato in fretta su un modulo uguale per tutti, non sempre basta a coprire il rischio che poi si è verificato.
Il consenso entra in due modi nei casi di malasanità. Può essere la base di un danno autonomo, quando il paziente non ha potuto scegliere in modo informato. E può ridurre o escludere le richieste quando il rischio era stato spiegato bene e l’intervento è stato eseguito correttamente. Per questo la sua analisi è sempre parte della valutazione.
La consulenza tecnica nel giudizio
Se la causa prosegue, il giudice nomina di norma un consulente tecnico d’ufficio, di solito un medico legale e uno specialista della branca. Le parti possono nominare i propri consulenti, che partecipano alle operazioni e presentano osservazioni. La relazione del consulente d’ufficio pesa molto sulla decisione, ed è per questo che la perizia di parte preparata prima, ben documentata e coerente con la cartella, è decisiva già nella fase di conciliazione.
Il percorso, dall’analisi alla definizione del caso
- Analisi dei documenti e valutazione preliminare della fondatezza del caso.
- Richiesta di risarcimento alla struttura e alla sua assicurazione, con la quantificazione del danno.
- Tentativo obbligatorio di conciliazione prima della causa: accertamento tecnico preventivo o mediazione.
- Giudizio civile, se non si raggiunge un accordo, con consulenza tecnica d’ufficio.
I tempi cambiano da tribunale a tribunale e da caso a caso, e nessuno può garantire una durata. Per i costi, leggi quanto costa una causa per errore medico.
Che cosa si può chiedere
- Danno biologico: la lesione permanente della salute, quantificata in punti di invalidità e liquidata con le tabelle usate dai tribunali.
- Danno morale: la sofferenza interiore, anche dei familiari.
- Danno patrimoniale: spese mediche e di assistenza, perdita di reddito, riduzione della capacità lavorativa.
- Danno da perdita di chance, nei casi in cui una cura tempestiva avrebbe dato possibilità concrete di un esito migliore.
- Danni ai familiari, in particolare in caso di morte o di esiti gravissimi.
Non esistono importi standard: ogni cifra dipende dall’invalidità, dall’età, dalle conseguenze concrete e dalla prova raggiunta. Come si arriva alla stima lo spieghiamo in come si calcola il risarcimento per malasanità.
Quanto tempo c’è per agire
In linea generale il diritto si prescrive in dieci anni nei confronti della struttura e in cinque anni nei confronti del singolo professionista che risponde in via extracontrattuale. Il termine non parte sempre dalla data dell’evento, ma da quando il danno si manifesta e può essere ricondotto a un possibile errore. Per i minori e per alcune situazioni particolari valgono regole specifiche. Per questo, in ogni caso, è bene non aspettare: leggi quanto tempo ho per fare causa per errore medico.
Quando non conviene procedere
Una valutazione seria deve anche saper dire di no. Un caso ha poche probabilità quando l’esito rientra nei rischi inevitabili dell’intervento e il consenso era stato dato in modo informato, quando manca un collegamento medico chiaro tra la condotta e il danno, quando il danno è molto modesto rispetto ai costi della perizia, oppure quando i termini sono scaduti e non ci sono ragioni per interromperli. Nella prima valutazione ti diciamo con chiarezza in quale situazione ti trovi, anche quando la risposta è negativa.
I casi che abbiamo seguito
Nella sezione casi risolti trovi la ricostruzione di alcune vicende reali, con i documenti, la perizia e il percorso seguito. Ogni caso resta diverso dagli altri: i precedenti non garantiscono lo stesso risultato.
Dove assistiamo
Seguiamo questi casi in tutta Italia, con sede ad Ancona. Scegli l’area di tuo interesse per trovare le indicazioni su strutture sanitarie e passaggi pratici del territorio:
- Malasanità: Italia · Marche · Abruzzo · Emilia-Romagna · Lazio · Lombardia · Piemonte · Toscana · Veneto
Domande frequenti
Come capisco se è stato un errore medico?
Servono i documenti: l’esito da solo non basta. La cartella clinica, letta da un medico legale, permette di capire se la condotta è stata corretta e se il danno ne è la conseguenza.
La prima valutazione ha un costo?
L’analisi preliminare dei documenti è gratuita. Le condizioni dell’eventuale percorso successivo vengono chiarite per iscritto prima di iniziare. Trovi i dettagli in domande frequenti.
Posso agire se l’ospedale è pubblico?
Sì. La struttura pubblica risponde allo stesso modo di una privata dei danni causati ai pazienti.
Quanto tempo ci vuole?
Dipende dalla complessità, dal tribunale e dalla possibilità di un accordo. Non è corretto promettere una durata.
Posso farlo per un familiare deceduto?
Sì, nei casi previsti i familiari possono chiedere il risarcimento sia per il danno subito dal congiunto sia per il proprio danno.
Parlane con noi
Se pensi di aver subito un danno sanitario, il primo passo è non disperdere i documenti. Contattaci per una prima valutazione: ti diremo con franchezza se il caso ha basi concrete. Su chi siamo e come lavoriamo trovi tutto in chi siamo.
Informazioni a carattere generale. Questa pagina non sostituisce una consulenza legale e non garantisce l’esito di alcuna richiesta di risarcimento. Ogni caso va valutato sui documenti.